Conto corrente bancario condominiale

Dal 2013 tutti i condomini devono avere un conto corrente in cui confluiscono i pagamenti delle quote di ordinaria e straordinaria amministrazione pagate dai condomini. L’apertura del conto corrente del condominio è obbligatoria per legge, per cui l’assemblea non può, sebbene con voto unanime o a maggioranza, esonerare l’amministrazione da tale compito. È un dovere che scatta, per legge, nel momento stesso in cui questi accetta il mandato conferitogli. Pertanto l’amministratore non deve chiedere il consenso ai condomini prima di provvedere all’accensione del conto, come ha chiarito la Cassazione in una recente sentenza.La riforma dei condomini, agendo sull’art. 1129 c.c., ha introdotto, tra le altre previsioni, la disposizione secondo cui «L’amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio» (comma 7).
L’amministratore che non apre il conto corrente bancario o postale a titolarità del condominio o non lo utilizza in tutto o in parte viola gli obblighi del mandato e può essere revocato immediatamente per giusta causa, oltre a dover eventualmente risarcire i danni prodotti da tale suo comportamento.
L’amministratore ha quindi il dovere di versare le quote condominiali su un apposito e separato conto corrente intestato al condominio, per evitare confusioni e sovrapposizioni tra il patrimonio del condominio e il suo personale od eventualmente quello di altri differenti condomini, da lui amministrati. Inoltre il comma 7 dell’art. 1129 c.c. si chiarisce che «ciascun condomino, per il tramite dell’amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione». Si tratta di una questione di trasparenza ed informazione che permette ai condomini di poter controllare e verificare i propri movimenti.
Quindi, ogni condomino può chiedere all’amministratore di visionare i documenti bancari con l’estratto conto e il saldo in qualsiasi momento. Se, nonostante le richieste, l’amministratore non adempie e non fa visionare la documentazione al condomino, questi può chiederla e ottenerla direttamente dalla banca presso la quale è aperto il conto corrente.
Se neanche la banca dà il permesso di visionare al condomino richiedente l’estratto conto, questi può agire in tribunale con un ricorso d’urgenza, per ottenere la tutela del proprio diritto. Il giudice emette allora l’ordine di esibizione della documentazione a carico dell’amministratore o della banca presso cui è acceso il rapporto.
È bene precisare che l’amministratore può utilizzare il conto corrente condominiale unicamente per le esigenze di gestione dell’edificio. Non può quindi sviare alle finalità che sono proprie del conto corrente, ad esempio andando a riparare a buchi di altre gestioni condominiali o utilizzando i soldi per propri scopi o per spese mai autorizzate dall’assemblea che non rientrano nelle sue proprie attribuzioni. Se l’amministratore utilizza i soldi depositati sul conto corrente condominiale per spese non inerenti il condominio commette il reato di appropriazione indebita.

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